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Provincia Autonoma di Trento - Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale

 
 
 

Progetti - Approfondimenti

Viale del Parco di Levico

Il parco prima della gestione
Fino al 1998, anno di inizio della gestione da parte dell'ex "Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale", anche se non era mai venuta meno la manutenzione del parco, non esisteva nessun progetto o piano di gestione con una visione d’insieme e non erano mai state effettuate delle valutazioni ai fini della stabilità a carico delle specie arboree. Gli interventi susseguitisi nel tempo avevano in parte modificato il disegno e gli elementi principali di questo parco, che come altri giardini dell’Ottocento, ha fra i suoi elementi di forza la presenza di canali visivi, l’alternanza di vuoti e di pieni, le specie arboree esotiche importate in Europa con le spedizioni botaniche in auge proprio in quel periodo.

 
Viale del Parco di Levico

Alcuni studi sul parco
Alla fine degli anni ’80 la Scuola regionale lombarda di orto-floro-frutticoltura di Minoprio (Como) realizzò una prima analisi parziale delle problematiche del verde dove si evidenziò la necessità di effettuare interventi di diradamento della vegetazione, divenuta in alcuni punti troppo fitta.
Per iniziativa del Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale alla fine degli anni ‘90 iniziò una campagna di indagini a carico degli esemplari arborei ritenuti più pericolosi, dapprima con il martello elettronico per le prime indagini nel sondaggio delle cavità delle robinie successivamente con il metodo SIM (static integrated method), adottato in base a un programma più esteso per la valutazione della stabilità di varie specie, in particolare degli abeti rossi, con il metodo dell’elastometro-inclinometro, tecnica che misura le risposte delle fibre legnose superficiali sotto un carico controllato.
Dal 1999 al 2002 si effettuarono ricerche d’archivio per documentare la storia del parco, dapprima per iniziativa della Provincia Autonoma di Trento e successivamente nell’ambito della una tesi di laurea in architettura dell’Università di Firenze.

Nei primi due anni di gestione si è quindi dato corso al rilievo della vegetazione e all’inizio della ricerca della documentazione storica di archivio sul parco.
Contemporaneamente è stato avviato il catasto di tutte le alberature del parco e la valutazione fitosanitaria e statica delle stesse in base al metodo VTA.
Questi lavori sono stati la base per procedere alla riqualificazione funzionale dell’area, con un progetto affidato all’architetto Mariapia Cunico, docente all’Università di Venezia ed esperta in paesaggio e giardini storici, che ha evidenziato le problematiche più urgenti: la chiusura di aree a prato causata da una serie di impianti realizzati in assenza di progettualità specifica con la conseguante chiusura del parco, dove la vegetazione è ormai troppo fitta, ed è andata perduta la leggibilità del rapporto visivo con la vecchia città oltre che con la valle, con le montagne, con il cielo: di qui la necessità di aprire conali ottici-viste-relazioni per sbloccare la situazione attuale di totale isolamento. L’analisi progettuale evidenzia lo scollamento del parco dalla villa e dalla città, il collegamento con il centro storico e l’incongruità delle pavimentazioni realizzate negli anni ’60 con conglomerati bituminosi in sostituzione delle originali pavimentazioni in stabilizzato e ghiaino. L’assenza dell’illuminazione pubblica lungo le direttrici principali determina di fatto una scarsa possibilità di utilizzare i viali come vie di connessione all’interno del tessuto urbano.
La realizzazione delle opere è ora in corso di ultimazione.

Un progetto per il parco.

Il progetto di recupero del parco di Levico, coordinato da Mariapia Cunico e con la collaborazione di Alessandra Carretta e Francesca Benati, ha avuto come obiettivo specifico la valorizzazione del patrimonio vegetale, architettonico, artistico, storico del Parco delle Terme di Levico, rileggendo ed esaltando i valori storici più significativi e di trovare forme e modi d'uso nuovi per una sua valorizzazione complessiva.
Approvato e finanziato nel 2003, il progetto è ormai giunto a conclusione e ha compreso il diradamento delle aree a vegetazione troppo fitta, la riqualificazione delle visuali interne e verso l'esterno, la connessione del Parco con la città di Levico, la viabilità interna e la realizzazione di punti di aggregazione come aree di sosta caratterizzate da vegetazione particolare, basata essenzialmente sulle fioriture e i profumi. Ogni piazza è identificabile per una varietà specifica di piante, dai viburni ai Cornus alle Hydrangee. Lungo il perimetro e in alcune aree significative sono inserite masse monospecifiche di rose.
Nella zona ovest è stato realizzato un teatro verde mediante terrazzamenti curvilinei, insieme di sedute che può essere utilizzato per spettacoli all'aria aperta o per la semplice sosta.
L'illuminazione pubblica è prevista sia in chiave coreografica sia per poter utilizzare il parco come elemento di connessione pedonale, area di passaggio interna alla città.

 
Progetto delle serre

Le serre e il parcheggio Le vecchie serre in ferro e vetro utilizzate per le produzione di piante da arredo d'interni non erano più adeguate per quanto riguarda l'insufficienza delle strutture di sicurezza e protezione, gli spazi standard riguardanti banconi ed aree di movimentazione, l'assenza di meccanizzazione, in particolare per i meccanismi di aerazione (apertura-chiusura), fertirrigazione e la conseguente possibilità di programmare e controllare con procedure automatizzate questi parametri. È stato pertanto necessario procedere alla stesura del progetto delle nuove serre, approntato da un gruppo di progettazione misto coordinato dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale, in collaborazione con lo studio tecnico GF oltre a specialisti per la sezione impiantistica.
Il rifacimento delle vecchie serre degli anni '60 ha costituito un complemento al progetto di valorizzazione del parco. Le serre, ormai agibili, vengono utilizzate per la produzione di piante da interni, sono dotate anche di spazi per la didattica e di un'area aperta al pubblico dove saranno ricreati ambienti a tema in funzione della visita.

Il sistema del verde
Tutte le alberature sono state oggetto di un'accurata valutazione di stabilità realizzata con tecnica VTA e in casi specifici con metodi strumentali per testare i casi più critici.


 
 
 
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