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Provincia Autonoma di Trento - Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale

 
 
 

Storia del Parco

Breve storie del Parco delle Terme di Levico

Vedute del Parco nell'ordine: 1. Entrata Parco, anno 1906, 2. Veduta Parco, anno 1910, 3. Casa Giardiniere Villa Paradiso, anno

Nel 1896 l'inaugurazione della nuova linea ferroviaria Trento-Levico-Tezze segna una tappa importante per l'affermazione della città di Levico come luogo di cura termale, legato allo sfruttamento delle acque minerali arsenico-ferruginose.
Il nuovo collegamento ferroviario stabilisce infatti la connessione fra Lévico e la Valsugana con il resto d'Europa, fra i confini meridionali dell'impero austro ungarico con il cuore della Mitteleuropa.

La storia del parco delle terme è strettamente correlata all’idea della città termale ed inizia nel 1898, con l'acquisizione da parte di Giulio Adriano Pollacseck, direttore della Società Levico-Vetriolo Heilquellen, di un "arativo con viti e gelsi... di metri 120.000 circa, al prezzo convenuto e accettato di 100.000 fiorini" nell'area Caodigne. Lo scopo è di creare un "luogo di cura termale" composto da un grande stabilimento - albergo immerso al centro di un grande parco.

All'inizio del ventesimo secolo il giardiniere di Norimberga Georg Ziehl ha l'incarico di disegnare il parco, che dovrà rispettare i canoni del gusto della moda ottocentesca. Sorge così un grande giardino termale, dotato di una rete di passeggiate per il diletto degli ospiti del grande albergo delle terme costruito a tempi di record e inaugurato nel 1905.
L’asse principale del parco parte dalla stazione ferroviaria di Levico, collegata in rapporto diretto con il complesso termale attraverso un viale alberato di faggi ormai secolari, arriva all'ingresso principale del parco e di lì al Grand Hotel attraverso un ampio cannocchiale visivo.
Risalgono a quell'epoca gli impianti delle alberature monumentali che ancora oggi si possono ammirare, come le tuie giganti.
Villa Paradiso, la graziosa costruzione in stile Liberty collocata nella posizione centrale del parco, è la residenza del giardiniere.

Sono invece del dopoguerra i faggi e le altre latifoglie, aggiunte al parco dall'allora direttore Alcide Saltori che per primo inserirà le aiuole di fiori nelle radure un tempo dedicate all'elioterapia.
D'impianto più recente sono infine gli abeti del Caucaso che delimitano alcuni viali principali.

 
Planimetrie e foto storiche
 
 
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